28 Marzo - Domenica delle Palme

Quaresima 2021 - Fratelli tutti: Verso la Pasqua


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Liturgia della Parola

Prima Lettura

Dal libro del profeta Isaia


Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l'orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,sapendo di non restare confuso.

Is 50, 4-7

Canto al Vangelo

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte,
e alla morte di croce.
Per questo Dio l'ha esaltato
e gli ha dato il nome che è sopra ogni altro nome.

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Fil 2, 8-9

Salmo Responsoriale
RIT: Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?

Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si rivolga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!».

Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa.

Si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto.

Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all'assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d'Israele.

Sal 115

Seconda Lettura

Dalla lettera ai Filippesi

Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio,ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo,umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome,perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra,e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!»,a gloria di Dio Padre.

Fil 2, 6-11

Seconda Lettura

Dalla lettera ai Filippesi

Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio,ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo,umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome,perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra,e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!»,a gloria di Dio Padre.

Fil 2, 6-11


Canto al Vangelo

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte,
e alla morte di croce.
Per questo Dio l'ha esaltato
e gli ha dato il nome che è sopra ogni altro nome.

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Fil 2, 8-9

Vangelo

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Marco

- Cercavano il modo di impadronirsi di lui per ucciderlo
Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Àzzimi, e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di catturare Gesù con un inganno per farlo morire. Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non vi sia una rivolta del popolo».

- Ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura
Gesù si trovava a Betània, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo. Ci furono alcuni, fra loro, che si indignarono: «Perché questo spreco di profumo? Si poteva venderlo per più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei. Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché la infastidite? Ha compiuto un’azione buona verso di me. I poveri infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre avete me. Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità io vi dico: dovunque sarà proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche quello che ha fatto».

- Promisero a Giuda Iscariota di dargli denaro
Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai capi dei sacerdoti per consegnare loro Gesù. Quelli, all’udirlo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava come consegnarlo al momento opportuno.

- Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?
Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.

- Uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà
Venuta la sera, egli arrivò con i Dodici. Ora, mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: «In verità io vi dico: uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà». Cominciarono a rattristarsi e a dirgli, uno dopo l’altro: «Sono forse io?». Egli disse loro: «Uno dei Dodici, colui che mette con me la mano nel piatto. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo, dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!».

- Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue dell’alleanza
E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».

- Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, perché sta scritto: “Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse”. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». Pietro gli disse: «Anche se tutti si scandalizzeranno, io no!». Gesù gli disse: «In verità io ti dico: proprio tu, oggi, questa notte, prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». Ma egli, con grande insistenza, diceva: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dicevano pure tutti gli altri.

- Cominciò a sentire paura e angoscia
Giunsero a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi, andato un po’ innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell’ora. E diceva: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu». Poi venne, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò di nuovo e pregò dicendo le stesse parole. Poi venne di nuovo e li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti, e non sapevano che cosa rispondergli. Venne per la terza volta e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Basta! È venuta l’ora: ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».

- Arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta
E subito, mentre ancora egli parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Il traditore aveva dato loro un segno convenuto, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». Appena giunto, gli si avvicinò e disse: «Rabbì» e lo baciò. Quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono. Uno dei presenti estrasse la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio. Allora Gesù disse loro: «Come se fossi un brigante siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Si compiano dunque le Scritture!». Allora tutti lo abbandonarono e fuggirono. Lo seguiva però un ragazzo, che aveva addosso soltanto un lenzuolo, e lo afferrarono. Ma egli, lasciato cadere il lenzuolo, fuggì via nudo.

- Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?
Condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del palazzo del sommo sacerdote, e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco. I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Molti infatti testimoniavano il falso contro di lui e le loro testimonianze non erano concordi. Alcuni si alzarono a testimoniare il falso contro di lui, dicendo: «Lo abbiamo udito mentre diceva: “Io distruggerò questo tempio, fatto da mani d’uomo, e in tre giorni ne costruirò un altro, non fatto da mani d’uomo”». Ma nemmeno così la loro testimonianza era concorde. Il sommo sacerdote, alzatosi in mezzo all’assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?». Gesù rispose: «Io lo sono! E vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo». Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». Tutti sentenziarono che era reo di morte. Alcuni si misero a sputargli addosso, a bendargli il volto, a percuoterlo e a dirgli: «Fa’ il profeta!». E i servi lo schiaffeggiavano.

- Non conosco quest’uomo di cui parlate
Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle giovani serve del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guardò in faccia e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». Ma egli negò, dicendo: «Non so e non capisco che cosa dici». Poi uscì fuori verso l’ingresso e un gallo cantò. E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: «Costui è uno di loro». Ma egli di nuovo negava. Poco dopo i presenti dicevano di nuovo a Pietro: «È vero, tu certo sei uno di loro; infatti sei Galileo». Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quest’uomo di cui parlate». E subito, per la seconda volta, un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». E scoppiò in pianto.

- Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?
E subito, al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò: «Tu sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito. A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. Pilato rispose loro: «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

- Intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo
Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

- Condussero Gesù al luogo del Gòlgota
Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.

- Con lui crocifissero anche due ladroni
Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.

- Ha salvato altri e non può salvare se stesso!
Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

- Gesù, dando un forte grido, spirò
Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!». Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, le quali, quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.

- Giuseppe fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro
Venuta ormai la sera, poiché era la Parascève, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch’egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro. Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano a osservare dove veniva posto.


Commento alla prima lettura...

... per bambini e ragazzi: audio

... per catechisti e genitori:

Le prime letture quaresimali ci hanno condotto attraverso la storia delle relazioni tra Dio e l’uomo, le diverse alleanze. Da Noè (Dio è per la vita) ad Abramo (un rapporto di fiducia personale) a Mosè (un patto strutturato con un popolo), all’esilio (una legge affidata ai singoli), al sogno di Geremia, di una legge scritta sul cuore dei credenti. Oggi si prosegue il percorso, passando però di livello. Non si parla più di un patto tra Dio e l’uomo, ma di un’unione così stretta da trovarla vissuta in una persona.

La realtà promessa

Succede probabilmente con tutte le situazioni più profonde e autentiche della nostra vita. Le aspettiamo, le sogniamo, e quando ce le troviamo davanti scopriamo che compiono, sì, tutte quelle attese, ma in modo originale, imprevedibile, sorprendente e arricchente. Oppure (ma i due percorsi non sono in contraddizione) siamo stravolti dalla novità, e poi, meditandola, ci accorgiamo che avevamo già conosciuto anticipi che solo ora capiamo appieno. Ci succede con le amicizie, con gli amori...
I primi cristiani fanno qualcosa del genere con la novità Gesù. Quando cominciano a riflettere a ciò che hanno sperimentato, si accorgono (quasi “scoprono”) che in qualche modo testi antichi parlavano già di lui. Non perché ne preannunciassero il luogo di nascita o il nome (sarebbero coincidenze casuali) ma perché Dio aveva mostrato di seguire la stessa logica che si vede all’opera in Gesù.

Il "servo di Jahvè"

Nella seconda, grande parte del libro di Isaia si parla, in quattro inni, di uno stranissimo “servo di Jahvè”. Il servo di un padrone normalmente godeva della stessa dignità e stile del padrone. Il servo di un re si presentava su cavalcature e con bardature regali, e aveva la stessa altezzosa dignità: certo, non l’avrebbe mostrata a corte, ma quando ne usciva, era come se diventasse il rappresentante, l’immagine, del re.
Da un servo di Dio ci si aspetta che mostri la stessa dignità e solennità divina.
Ebbene, questo servo che per quattro volte spunta dalle pagine di Isaia... sembra tutto tranne che divino. Disprezzato, rifiutato, maltrattato, persino ucciso.
È Dio che si presenta in vesti nuove, inattese. È il Dio, però, che si presenterà così in Gesù. È un Dio che non si fa vicino come un sovrano solenne, ma con vesti umili, dimesse, vergognose. È un Dio che non si china a confortare i miseri, ma si fa misero. Che non viene a togliere le croci dal mondo, ma ci sale sopra. È un Dio sconvolgente, che non arriva con lo stile del Settimo Cavalleggeri (come avremmo probabilmente fatto noi), ma si nasconde tra i più poveri e disprezzati, si fa uno di loro.
E la sorpresa dei primi cristiani è stata di accorgersi che era già detto, era già previsto, anche se apparentemente nessuno se n’era accorto prima.

Il Dio che serve

E quali sono allora le caratteristiche di questo Dio imprevisto? Secondo l’odierna lettura di Isaia, almeno quattro:

  1. è un Dio che impara, che si fa discepolo, che impara a vivere, come noi
  2. allo scopo di confortare chi è sfiduciato, non come chi insegna dall’alto, ma come chi ha fatto esperienza;
  3. per questo continua a essere chi subisce, come i poveri della terra, che non possono ribellarsi,
  4. benché in questo subire sia colui che non resta confuso.

Non resterà annientato, ma non annienterà. Spesso ci diciamo che “Se ci fosse Dio, non permetterebbe questo!”. La sorpresa è che Dio non è così, permette e subisce perché rispetta fino in fondo la libertà dei suoi amatissimi esseri umani. Avrà un’ultima parola fuori dalla storia, ma fino ad allora lascia parlare la storia, anche se dovesse essere offeso, umiliato, flagellato, crocifisso.
È un Dio forte nel suo essere fragile, è un Dio che insegna perché ha imparato (Dio ha imparato!), è un Dio che può renderci divini perché è pienamente umano.


Commmento al Vangelo

La Parola di oggi è molto abbondante. La lettura della Passione secondo Marco ci è offerta come un grande affresco di cosa sia la crudeltà umana. Eppure nel male Gesù continua ad amare e a salvare chi incontra. Lasciamoci toccare dalla narrazione, senza necessariamente trattenere tutti i particolari. Il cuore si muoverà nell’ascolto e potremo così entrare nella grande Settimana Santa.


Proposte canti liturgici per bambini e ragazzi

  • È il segno del tuo amore D. Ricci spartito video
  • Insieme a te F. Buttazzo spartito video base musicale
  • Alleluia con il cuore F. Buttazzo spartito video base musicale
  • È un tetto la mano di Dio M. Giombini spartito video
  • Il Signore è la mia salvezza spartito video
  • Camminerò spartito video base musicale
  • Lodato mi' Signore Fontana, Petricca video base musicale
  • Laudato sii o mi' SIgnore spartito video base musicale
  • Canto a te, Maria Gen Verde spartito video

Benedizione dei rami d'ulivo

Titolo: Come rami d'ulivo

Musica: L. Deiss

Testo: J. Tafuri. G. Sobrero

Arrangiamento: D. Stefani

Spartito: spartito

Fonti: Casa del Padre

Clicca qui per scaricare il pdf

Canto d'Ingresso

Titolo: Sollevate o porte i vostri frontali

Musica: M. Frisina

Testo: Salmo 24

Spartito: spartito

Fonti: Stllate o cieli dall'alto, paoline 2005

In alternativa:
  • SOLLEVATE O PORTE I VOSTRI FRONTALIM. Frisina pdf video più info
  • SEI GIORNI PRIMA DELLA PASQUA A. Zorzi pdf video
  • ALBERO DI VITA A. Galliano / R. Farruggiopdf video

Salmo Responsoriale

Titolo: Dio mio perché mi hai abbandonato

Testo: Salmo 115

Musica: A. Parisi

Spartito: spartito spartito

In alternativa:
  • DIO MIO PERCHÉ MI HAI ABBANDONATO A. Parisi salmista pdf audio più info

Canto alla comunione

Clicca qui per scaricare il pdf

Titolo: Anima Christi

Musica: Marco Frisina

“Anima di Cristo santificami, Corpo di Cristo salvami. Sangue di Cristo inebriami, acqua del costato di Cristo lavami.” Il testo di questo canto è una preghiera composta nella prima metà del XIV secolo dedicata a Gesù crocifisso.


In alternativa
  • ANIMA CHRISTI pdf audio audio più info

Canto finale

Titolo: Ti seguirò

Autore: Marco Frisina

Spartito: spartito

Fonti: Album Benedici il Signore 1987


Lasciando parlare l'arte

Premi sull'immagine

opera d'arte scelta da Tobia

Giotto, Ingresso a Gerusalemme , 1303-1305, affresco, Cappella degli Scrovegni, Padova


Bambini


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Papa Francesco

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