17 Febbraio - Mercoledì delle Ceneri

Quaresima 2021 - Fratelli tutti: Verso la Pasqua


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Liturgia della Parola

Prima Lettura

Dal libro del profeta Gioèle

Così dice il Signore:
«Ritornate a me con tutto il cuore,
con digiuni, con pianti e lamenti.
Laceratevi il cuore e non le vesti,
ritornate al Signore, vostro Dio,
perché egli è misericordioso e pietoso,
lento all'ira, di grande amore,
pronto a ravvedersi riguardo al male».
Chi sa che non cambi e si ravveda
e lasci dietro a sé una benedizione?
Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio.
Suonate il corno in Sion,
proclamate un solenne digiuno,
convocate una riunione sacra.
Radunate il popolo,
indite un'assemblea solenne,
chiamate i vecchi,
riunite i fanciulli, i bambini lattanti;
esca lo sposo dalla sua camera
e la sposa dal suo talamo.
Tra il vestibolo e l'altare piangano
i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano:
«Perdona, Signore, al tuo popolo
e non esporre la tua eredità al ludibrio
e alla derisione delle genti».
Perché si dovrebbe dire fra i popoli:
«Dov'è il loro Dio?».
Il Signore si mostra geloso per la sua terra
e si muove a compassione del suo popolo.

Gl 2, 12-18

Salmo Responsoriale
RIT: Perdonaci, Signore: abbiamo peccato

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.

Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.

Sal 50

Seconda Lettura

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, noi, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio. Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: «Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso». Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!

2 Cor 5, 20 - 6, 2

Canto al Vangelo

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore.

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Vangelo

dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.

Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Mt 6, 1-6. 16-18


Commento alla prima lettura...

... per bambini e ragazzi: audio

... per catechisti e genitori:

I profeti andrebbero letti sul loro sfondo storico, perché il loro messaggio è sempre molto situato. Solo che spesso noi non sappiamo quale sia quello sfondo. Vale anche per Giosia, che però probabilmente risale a dopo l’esilio e il ritorno a Gerusalemme, con un tempio piccolo ma ricostruito. Probabilmente una piccola élite di sacerdoti prova a prendere il controllo anche politico della piccola regione della Giudea.
Si percepisce un tempo di sfida, di minaccia: forse ci sono state carestie (in un territorio già arido di suo), forse ostacoli da parte dei popoli vicini...

Gioele

Come la maggior parte dei profeti, non sappiamo molto della sua persona.
Invoca però l’arrivo del “giorno del Signore” (2,1-2, prima della lettura di oggi), che di solito era collegato a Dio che arrivava a giudicare, quindi con minacce per i cattivi e premi per i buoni. Nel corso del tempo, i profeti si erano concentrati soprattutto sulla parte delle minacce.
Gioele non smentisce questo approccio (il giorno del Signore sarà «giorno di tenebra e di oscurità, giorno di nube e di caligine»: v. 2) e infatti invita alla penitenza, ma, insieme, sposta l’attenzione su altro.

La Penitenza

È pensata come una grande celebrazione di pentimento da parte di tutti. Anche vecchi, bambini, lattanti sono coinvolti, anche se di solito loro erano esclusi perché troppo deboli. Non ne sono esentati i neosposi e neppure i sacerdoti, che dovevano celebrare i riti e quindi di norma non facevano penitenza. L’idea è che tutti sono uguali, davanti a Dio, tutti sono coinvolti. Nello stesso tempo, il punto non è patire la fame e soffrire fisicamente, ma cambiare il cuore. Il profeta chiama a una celebrazione pubblica, che coinvolga tutti alla pari, ma non gli interessa la parte esteriore, bensì che il rito corrisponda all’atteggiamento interiore, di voglia di tornare a Dio.

Perché?

Il profeta chiede il pentimento. Ma non dice che è necessario perché Dio arriverà a punire. Anzi. Richiama Es 34,6, dove Dio si era rivelato a Mosè durante il cammino nel deserto. Si definisce Dio non come solenne e maestoso, come giudice inflessibile, bensì come «misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male».
Misericordioso è una parola che rimanda alla pancia, all’utero. Non è un sentimento razionale, dice piuttosto un Dio che vuole un bene viscerale ai suoi figli.
Amore indica l’affetto gratuito, generoso, quello di un genitore verso i suoi figli.
Pronto a ravvedersi, pronto a cambiare idea, ma solo riguardo al male. Dio è fedele nella sua promessa di bene, mentre quando minaccia il male sembra particolarmente incostante e pronto a cambiare tutto.
È l’affetto di una madre, che non riesce a mantenere il broncio al figlio che ama.
E allora il pentimento non è lo strumento per ottenere qualcosa di buono da Dio, almeno l’assenza di castigo, ma è un modo per mettersi in sintonia con l’affetto di Dio.


Commmento al Vangelo

Dalla Parola alla vita

Nel brano del Vangelo scopriamo tre parole preziose che sono come strumenti indicati per una vera conversione, un vero cambiamento: l’elemosina, la preghiera, il digiuno.

L'elemosina

È un atteggiamento del cuore, che il dono di cose, tempo e denaro ci permette di rendere le parole conforto, consolazione, sostegno come gesti concreti di aiuto vero.

La preghiera

Personale, preziosa, silenziosa e viva, è come un’amicizia profonda in cui ci si parla con calma, con tranquillità e ci si ascolta reciprocamente.

Il digiuno

È staccarsi dal “troppo” di tutto ed ognuno di noi conosce bene il “troppo” che invade noi stessi e la nostra quotidianità. Digiunare è essere liberi per vivere con più amore.


Proposte canti liturgici per bambini e ragazzi


Proposte di animazione liturgica

Paschalis sollemnitatis - 16 gennaio 1988

21. Il mercoledì avanti la domenica I di quaresima i fedeli, ricevendo le ceneri, entrano nel tempo destinato alla purificazione dell’anima. Con questo rito penitenziale sorto dalla tradizione biblica e conservato nella consuetudine ecclesiale fino a i nostri giorni, viene indicata la condizione dell’uomo peccatore che confessa esternamente la sua colpa davanti a Dio ed esprime così la volontà di una conversione interiore, nella speranza che il Signore sia misericordioso verso di lui. Attraverso questo stesso segno inizia il cammino di conversione, che raggiungerà la sua meta nella celebrazione del sacramento della penitenza nei giorni prima della pasqua. La benedizione e imposizione delle ceneri si svolge o durante la messa o anche fuori della messa. In tal caso si premette la liturgia della parola e si conclude con la preghiera dei fedeli.

22. Il mercoledì delle ceneri è giorno obbligatorio di penitenza in tutta la chiesa, con l’osservanza dell’astinenza e del digiuno

Canto d'Ingresso

Attende Domine (Traduzione / adattamento in italiano)

Rit. A noi, tuo popolo, che a te ritorna, dona la pace, Signore

1. A te, Signore, che ci hai redento, i nostri occhi solleviamo in pianto; ascolta, o Cristo, l’umile lamento

2. Figlio di Dio, capo della Chiesa, tu sei la via, sei la porta al cielo, con il tuo sangue lava i nostri cuori

3. Tu sei grandezza, assoluto amore; noi siamo terra che tu hai plasmato: in noi ricrea la tua somiglianza

4. Ti confessiamo d’essere infedeli, ma il nostro cuore s’apre a te sincero; tu, Redentore, guardalo e perdona

5. Ti sei vestito del peccato nostro, ti sei offerto come puro Agnello: ci hai redenti, non lasciarci, o Cristo

Titolo: Attende domine (melodia gregoriana) nell’adattamento in italiano

Autore testo: tradizionale

Autore musica: tradizionale

Fonte: liber cantualis, 71

Spartito per organo: spartito

Il brano ha un andamento innico che ben introduce la celebrazione, dà la possibilità di far partecipare attivamente l’assemblea con il ritornello mentre la schola cantorum esegue le strofe. Risponde alle premesse dell’antifona d’ingresso e richiama il Salmo 50 presente nella liturgia.


In alternativa:
  • ATTENDE DOMINE tradizionalepdf video più info
  • UN CUORE NUOVO Buttazzopdf video
  • DONO DI GRAZIA S. Albisetti – M. Crügerpdf video
  • PADRE PERDONA Stefani – gregorianopdf video
  • CRISTO GESÙ SALVATORE Trad. occitanapdf video

Salmo Responsoriale

Titolo: Salmo 50

Autore testo: liturgia

Fonte: Sussidio quaresima 2019 CEI

Spartito: spartito

Il brano ha un andamento innico che ben introduce la celebrazione, dà la possibilità di far partecipare attivamente l’assemblea con il ritornello mentre la schola cantorum esegue le strofe. Risponde alle premesse dell’antifona d’ingresso e richiama il Salmo 50 presente nella liturgia.

Clicca qui per scaricare il salmo 50

Acclamazione al Vangelo

Titolo: Gloria a Te, parola vivente

Autore testo: Anna Maria Galliani

Autore Musica: Daniele Semprini

Fonte: album Parla Signorepdf

La sua seconda strofa (unica ad essere cantata) affidata al lettore richiama il messaggio del vangelo. L’acclamazione è affidata all’assemblea e al coro. Il canto sostituisce il canto al Vangelo.


In alternativa:
  • GLORIA A TE, PAROLA VIVENTE Anna Maria Galliani, musica di Daniele Semprinipdf video più info
  • GLORIA E LODE A TE, SIGNORE G. Libertopdf audio
  • LODE A TE O CRISTO M. Frisina in O croce nostra speranzapdf video
Canto all'imposizione delle ceneri

Io non sono degno

Rit: Io non sono degno di ciò che fai per me:
Tu che ami tanto uno come me,
vedi non ho nulla da donare a Te,
ma se Tu lo vuoi prendi me.

Sono come la polvere alzata dal vento,
sono come la pioggia caduta dal cielo,
sono come una canna spezzata dall’uragano
se Tu, Signore, non sei con me.

Rit.

Contro i miei nemici Tu mi fai forte,
io non temo nulla e aspetto la morte,
sento che sei vicino, che mi aiuterai,
ma non sono degno di quello che mi dai.

Rit.

Titolo: Io non sono degno

Autore: Claudio Chieffo. Arrangiamento: D. Bosi

Spartito: spartito

Il senso del canto invita a riflettere sull’amore di Dio che si dà all’uomo indipendentemente dal merito. L’imposizione delle ceneri. Nell’Antico testamento l’immagine della cenere ricorre a indicare la posizione dell’uomo indegno confronto a Dio: è nulla, polvere, cenere… il cammino di conversione che inizia nell’Anno liturgico con l’imposizione delle ceneri mette in evidenza questa consapevolezza dell’uomo e la sua certezza che con l’aiuto di Dio stesso potrà sollevarsi dalla polvere e vivere la Pasqua. Questo canto mi ha sempre impressionato per la carica di speranza/sicurezza nella benevolenza di Dio. Lo sceglierei anche per l’andamento melodico che non evoca tristezza ma gioia nell’affidamento della propria vita a Dio, come suggerisce il Vangelo.


In alternativa: PURIFICAMI, O SIGNORE A.Martorell (ritornello); J.Gelineau (cantillazionepdf audio

Canto alla comunione
spartito

Titolo: Il tuo corpo, il tuo sangue

Autore: Leone e Martinez

Autore Musica: RnS

durante la comunione mi sembra adeguato un canto di tipo meditativo, il testo mi sembra molto pertinente alla celebrazione. Lo esegue il coro con l’assemblea (coro prime due strofe, assemblea terza e il rit. Per permettere al coro di fare la comunione. Il clima di meditazione prosegue nel silenzio che fa da chiusura al rito lasciando nello spirito di raccoglimento e di penitenza che accompagnerà in tutto il tempo di Quaresima

In alternativa: DONACI, SIGNORE, UN CUORE NUOVO Ez. 36, 24-27 sulla musica di L.Deisspdf audio


Lasciando parlare l'arte

Premi sull'immagine

Giotto, Rinuncia ai beni, 1292-1296, affresco, Basilica superiore di Assisi Giotto di Bondone, Rinuncia ai beni, 1292-1296, affresco, Basilica superiore di Assisi

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